Firminy e Les Ancizes-Comps (Francia): Doppio attacco contro l’acciairia Aubert et Duval, fornitore di industrie della guerra

Nella notte fra il 19 e il 20 novembre, abbiamo attaccato l’alimentazione elettrica di due siti di produzione del gruppo Aubert et Duval:

– A Firminy, abbiamo segato un pilone sulla linea elettrica da 220kV che alimenta il sito. È caduto solo parzialmente.
– A Ancizes-Comps, abbiamo incendiato una linea, anch’essa da 220kV, nel punto in cui i cavi dell’alta tensione entravano sotto terra. Abbiamo potuto avvicinarci e posare i nostri dispositivi sotto le guaine, senza pericolo.

L’azienda Aubert et Duval è un ingranaggio centrale dell’industria militare francese. Fornisce pezzi per i sottomarini di Naval Group, per gli aerei Rafale, di Dassault, come pure per le centrali nucleari di Framatom.

La nostra azione è in sintonia con la chiamata internazionale a una settimana d’azione contro tutte le guerre, dal 17 al 25 novembre 2023, pubblicata ad inizio novembre (attenzione, è un po’ tardi…) su Iaata.info. Salutiamo questo genere d’iniziative e lanciamo a nostra volta un appello ad attaccare l’industria militare ovunque ed in ogni momento.

Quello che è sicuro è che il nostro obiettivo, toccare l’industria militare, è raggunto. Se non abbiamo la possibilità di conoscere precisamente i danni che abbiamo causato, sappiamo che queste industrie si sentono prese di mira e che i loro punti deboli vengono evidenziati dai nostri atti.

“Dietro la guerra, delle fabbriche ordinarie”.

Come sottolineava così bene la scritta fatta nelle vicinanze di una fabbrica di aeronautica incendiata nel marzo 2023, a Beauchastel*, la guerra, di cui ripetono senza sosta, tutto il giorno, che deve cessare e che è ingiusta, comincia qui; ed è resta possibile anche da imprese in apparenza banali.

Nessuno ignora che i conflitti, nel mondo, diventano sempre più intensi. Da quasi due mesi, le bombe cadono sugli/le abitanti della striscia di Gaza, ad un ritmo ancora senza pari, e con un largo sostegno politico, militare e finanziario da parte degli Stati Uniti e della maggior parte dei paesi occidentali. Quegli stessi che chiedono una tregua, il rispetto dei civili e del Diritto internazionale, producono le bombe che massacrano, in una maniera che essi fingono di condannare, laggiù o altrove, dato che diversi miliardi d’individui vivono in zone di guerra; con il carico di orrore che essa genera e che conosciamo: stupri, torture, deportazioni… Questa ipocrisia farebbe sorridere, se non fosse così macabra.

Queste guerre derivano molto concretamente dal complesso militare-industriale, dalle sue fabbriche, dai suoi laboratori, dai suoi tecnici. In Francia, gli otto grandi gruppi dell’industria militare – Airbus, Arquus, Dassault, MBDA, Naval group, Nextor, Safran e Thales – festeggiano i loro record di vendite. All’incirca 4000 aziende lavorano nel settore della difesa, con il sostegno attivo e permanente dello Stato, che ha previsto un bilancio di 417 miliardi di euro per aumentare il suo potere di sterminio ed esportare il suo arsenale nel mondo intero. Attrezzi di morte che servono direttamente per dei massacri, come gli aerei da caccia di Dassault o i carri armati o i cannoni di Nexter, utilizzati dall’Arabia Saudita e dagli Emirati Arabi Uniti in Yemen.

Non vogliamo restare indifferenti di fronte a tutto ciò. Vogliamo anche trasmettere un messaggio ai lavoratori di queste industrie. Che i nostri atti li privino per un momento del loro lavoro e li mettano di fronte alle loro responsabilità. Speriamo anche che questi atti, e le parole con le quali li accompagniamo, partecipino a rendere visibili le fabbriche di morte più discrete.

Un pensiero per quelle e quelli che lottano per la propria libertà, per quelle e quelli che affrontano la repressione.

Attacchiamo dappertutto!

 

* Nota del traduttore : lunedì 27 marzo 2023, , nel comune di Beauchastel, in Ardèche, un incendio ha colpito l’azienda Frégate Aéro, specializzata nella produzione di componenti per l’aviazione. La produzione è rimasta completamente bloccata per metà giornata. L’azione non è stata rivendicata, ma su un muro è stata fatta la scritta citata.
Un articolo di un mass-media a questo proposito:
hXXps://france3-regions.francetvinfo.fr/auvergne-rhone-alpes/ardeche/une-usine-d-aeronautique-ciblee-par-un-incendie-volontaire-en-ardeche-2741018.html

 

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